Giovedì Santo – Cena del Signore

Alla sera viene celebrata la messa in Coena Domini (Cena del Signore). Durante questa celebrazione vengono ricordati due gesti molto importanti compiuti da Gesù durante l’Ultima Cena.
Il primo gesto è la lavanda dei piedi: Gesù lava i piedi ai suoi amici, i discepoli. Lui, il Figlio di Dio, compie un gesto da servitore: insegna così ai suoi discepoli che tutti dobbiamo servire il prossimo, come ha fatto Lui. In memoria di questo gesto, il sacerdote lava i piedi ad un gruppo di persone che rappresentano i dodici apostoli.

Quella stessa sera Gesù cena per l’ultima volta con i suoi amici e istituisce il sacramento dell’Eucaristia, di cui celebriamo memoriale ogni volta che andiamo a messa, e il sacramento dell’Ordine che ricevono i Vescovi e i Sacerdoti: sono loro che durante la messa possono consacrare il pane e il vino che diventano il Corpo e il Sangue di Cristo, seguendo il comando dato dal del Signore agli apostoli: “Fate questo in memoria di me”.

Al termine di questa Messa, Gesù non sarà più presente nel tabernacolo e sarà invece allestito l’altare del- la reposizione (dove viene messa, cioè “riposta”, l’Eucaristia): da questo momento e fino alla Veglia Pa- squale non viene più celebrata la messa. Le campane “legate” taceranno fino al Gloria della.
Questa celebrazione è l’anticipazione data agli apostoli di quanto sarebbe accaduto di lì a poco.

COME HO FATTO IO, FATE ANCHE VOI!

L’ultima Cena di Gesù instaura un nuovo memoriale per i suoi discepoli. La vita cristiana si nutre del Pane eucaristico che ci dona la vita di Cristo. A noi l’impegno di manifestare al mondo ciò che riceviamo.

È la notte dell’Eucaristia, la notte del comandamento nuovo dell’amore, la notte del sacerdozio ministeriale, la notte del tradimento. Tutta la complessità e la profondità della vita si riassume in questa celebrazione che avvia il Triduo Pasquale. Nel suo grande amore Gesù si fa servo dell’umanità e assicura la sua presenza eterna nel mondo, fatto di incredibili altezze di bene, ma anche di estreme bassezze di male, esemplificate queste dal tradimento di Giuda. Come il figlio rivolto al padre nella cena pasquale dell’antico popolo d’Israele, domandiamo: Che cosa stiamo facendo?

Le parole, i gesti rituali, la disposizione dell’animo ci aiuteranno a comprendere che stiamo celebrando proprio già la Pasqua del Signore, l’atto del suo supremo amore per l’umanità e la celebrazione dovrà aprirci a una vita di Pasqua, fatta di sincera carità, di verità, di lode a Dio. Il silenzio di questi giorni, con la loro mestizia, dovrà però non togliere al nostro cuore una grande pace e serenità, determinate dalla certezza che il Signore non ci abbandona mai, lui è l’Emmanuele, il Dio-con-noi.

don Tiberio Cantaboni

Data

Apr 01 2021
Expired!

Ora

All Day

Ora locale

  • Fuso orario: America/New_York
  • Data: Apr 01 2021
  • Ora: All Day

Luogo

Chiesa S.Agostino

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