{"id":27252,"date":"2024-12-08T17:30:34","date_gmt":"2024-12-08T16:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/?page_id=27252"},"modified":"2024-12-09T12:20:03","modified_gmt":"2024-12-09T11:20:03","slug":"don-sisto-casadei-menghi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/comunita\/i-nostri-pastori\/don-sisto-casadei-menghi\/","title":{"rendered":"Don Sisto Quinto Casadei Menghi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"510\" height=\"357\" src=\"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/don-Sisto-Casadei-Menghi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27235\" srcset=\"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/don-Sisto-Casadei-Menghi.jpg 510w, https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/don-Sisto-Casadei-Menghi-300x210.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">don Sisto Quinto Casadei Menghi<a href=\"https:\/\/www.ilponte.com\/al-primo-posto-ci-sia-la-carita\/#\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bollettino della Diocesi di Rimini n. 62 (novembre 1984)<\/h2>\n\n\n\n<p>Nato a Montescudo il 31 ottobre 1912 Morto a Loreto il 19 ottobre 1984<\/p>\n\n\n\n<p>Marted\u00ec 19 ottobre, alle ore 21, s\u00ec \u00e8 spento don Sisto Casadei, parroco di S. Agostino. Aveva 72 anni. Si trovava a Loreto con il pellegrinaggio dell&#8217;Unitalsi allorch\u00e9 fu colto da improvviso malore al quale fece seguito il coma irreversibil e la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il funerale \u00e8 stato celebrato venerd\u00ec nella sua chiesa parrocchiale con una solenne concelebrazione di una settantina di sacerdoti e una numerosissima folla che gremiva il tempio. Il vescovo mons. Locatelli che presiedeva la concelebrazione, ricord\u00f2 la sua vita poliedrica, in particolare i movimenti e i gruppi che aveva presieduto o a cui aveva collaborato.<\/p>\n\n\n\n<p>Era nato a Montescudo il 31 ottobre 1912. Aveva celebrato la prima messa nel 1935. Come usava in quei tempi fece pratica pastorale come cappellano a S. Giovanni in Marignano e a Cattolica. Nel 1943 fu nominato parroco a Castelnuovo di Auditore e nel 1946 fu promosso al capoluogo di Montefiore Conca. Nel 1951 veniva designato economo del Seminario e canonico della Cattedrale. Da l\u00ec, nel 1957, passava alla chiesa cittadina di S. Agostino, parrocchia che ha retto sino alla fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Don Sisto non lavor\u00f2 esclusivamente nell&#8217;ambito parrocchiale; la sua attivit\u00e0 \u00e8 puntualizzata presso molti movimenti e organismi ecclesiali. Anzitutto, fu assistente diocesano degli uomini di Azione Cattolica e dei Comitati civici. Pi\u00f9 tardi con l&#8217;insorgere di nuove esperienze religiose, partecip\u00f2 al Movimento di Rinascita, alla Caritas e al Movimento per la vita. Fu anche assistente dei delegati per l&#8217;Universit\u00e0 cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, dove rest\u00f2 &#8220;imprigionato&#8221; sino alla morte sono le Opere Missionarie L&#8217;Unitalsi. E fu quest&#8217;ultima che lo inser\u00ec nel pianeta del bisogno e della sofferenza fisica e morale; lo cattur\u00f2 al segno che non seppe pi\u00f9 liberarsene. E mor\u00ec in prima linea durante il pellegrinaggio dei malati a Loreto. Stando con le voci, fu a Loreto che apr\u00ec il suo sacerdozio ufficiale e lo chiuse: la prima e l&#8217;ultima messa; il principio e la fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Sisto appartiene a quella generazione di sacerdoti che hanno visto cambiare la chiesa e la societ\u00e0 civile nell&#8217;arco di cinquant&#8217;anni: dalle strutture postridentine dell&#8217;anteguerra alle grandi riforme del Concilio Vaticano II; dalla comunit\u00e0 contadina strutturalmente religiosa, alla societ\u00e0 postindustriale segnata dal laicismo e dalla religione del consumismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado il marasma in cui fu chiamato a vivere e a lavorare, non ne usc\u00ec un moralista, non fu un salice piangente. Sdrammatizzava tutto; non si perdeva d&#8217;animo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con quel suo carisma di semplicit\u00e0 disarmante, prese la vita e il mondo dal verso giusto: quello appunto di uno che viaggia un palmo al di sopra delle tempeste quotidiane. Che, tutto sommato, \u00e8 lo stile del Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ILPONTE 23 Febbraio 2008<\/h2>\n\n\n\n<p>Al primo posto ci sia la carit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p><em>Con l\u2019arrivo nel 1977 di monsignor Giovanni Locatelli, Vescovo della Chiesa riminese fino al 1988, l\u2019incarico di seguire il centro diocesano di aiuto ai pi\u00f9 poveri viene affidato al canonico della chiesa di Sant\u2019Agostino, Sisto Quinto Casadei Menghi.<br>Seguendo le indicazioni pastorali del Vescovo si vanno formando in Diocesi i vari Centri di Pastorale con l\u2019intento di raggruppare tutte le realt\u00e0 di Chiesa che per affinit\u00e0 di programmi e di servizio possono svolgere un\u2019azione comune.<br>Ma \u00e8 solo l\u2019anno dopo la nomina a Vescovo di Rimini di monsignor Giovanni Locatelli che in diocesi nasce ufficialmente la CARITAS con l\u2019Atto di Costituzione del \u201cCentro Pastorale della Carit\u00e0\u201d il 25 gennaio 1978 come da proposta del Consiglio Permanente della C.E.I.<br>(Bollettino della Diocesi di Rimini anno 1978 n.2 nuova serie ndr.)<br>Don Sisto Quinto Casadei Menghi viene nominato ufficialmente Direttore della neonata Caritas Diocesana. Il Centro Pastorale Caritas, vede raggruppati tutti gli Enti, Associazioni, Comunit\u00e0 o gruppi vari che sono impegnati in qualche modo nel campo dell\u2019assistenza.<br><\/em><strong>Cinzia Sartini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><br>Don Sisto Quinto Casadei Menghi: il primo direttore della Caritas Diocesana<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCamminava a piccoli passettini avvolto nella sua capparella, per il centro storico, ed era subito riconoscibile con quel suo abito talare e l\u2019incedere lento.<br>Una persona con il fisico provato negli ultimi suoi anni dalla malattia, ma che spendeva tutta la sua vita, dal mattino dopo la Messa nella Chiesa di Sant\u2019Agostino fino a sera, per gli altri.<br>Incontro, tempo, spazio, il guardarsi dritto negli occhi. Don Sisto questo lo faceva con ognuno.<br>Aveva un dono di Carit\u00e0 fuori misura: l\u2019ascolto\u201d<\/em>.<br>Cos\u00ec lo descrive, con un delicato tratteggio, cos\u00ec lo ha conosciuto, il professor Natalino Valentini, nel suo incontro con la Caritas dei primi anni 80.<br>Sisto Quinto Casadei Menghi, primo Direttore Responsabile della Caritas riminese, un nome lungo da ricordare, ma per tutti i bisognosi che andavano a bussare alla sua porta, a Sant\u2019Agostino, era semplicemente il \u2018canonico\u2019, o don Sisto.<br><em>\u201cUno stile di vita di una generosit\u00e0 commovente&nbsp;<\/em>\u2013 prosegue il professor Valentini.&nbsp;<em>Aveva un rapporto diretto e fraterno con i fratelli in difficolt\u00e0, corrispondendo spesso gli aiuti anche di tasca propria.<br>Cercava di dare una connotazione diversa al servizio di Carit\u00e0 in Diocesi.<br>Negli anni precedenti l\u2019ufficializzazione della Caritas, non c\u2019era ancora l\u2019esigenza pedagogica, perci\u00f2 ci si adoperava per corrispondere al meglio alle urgenze dell\u2019oggi, attrezzandosi per provvedere ai casi di necessit\u00e0.<br>Don Sisto pensava pi\u00f9 ad una corrispondenza del bisogno immediata, ma erano solo i primi passi della realt\u00e0 che avrebbe poi portato alla Caritas riminese, tutto il resto \u00e8 venuto dopo, anche con le direttive di Caritas italiana.<br>I primi anni ci furono s\u00ec, carenze di organizzazione, di mezzi, strutture, di soldi: ma mai di capacit\u00e0 di relazione affettiva, umanit\u00e0 e d\u2019ascolto.<br>Spesso, pi\u00f9 le realt\u00e0 si istituzionalizzano, pi\u00f9 rischiano di perdere la dimensione della Carit\u00e0.<br>Molti poveri ed indigenti erano del luogo. Anziani, persone sfrattate, barboni. Don Sisto in quegli anni era assistente spirituale del Vadas (Apostolato per le persone anziane con problemi di salute ndr.) e dell\u2019Unitalsi, cos\u00ec si cercava di compensare anche questo tipo di \u2018povert\u00e0\u2019.<br>Dalla met\u00e0 degli anni 80 l\u2019emergenza furono i tossicodipendenti di Rimini, ma anche provenienti da fuori provincia\u201d.<\/em><br>Da l\u00ec nacque la necessit\u00e0 di comunicare e collaborare con realt\u00e0 come la comunit\u00e0 Papa Giovanni XXIII, il Gruppo Abele, comunit\u00e0 Incontro o il Ceis di don Picchi.<br>In via Dante, in Curia c\u2019era la segreteria, con la processione dei casi che venivano da altre parrocchie del circondario. Per dormitorio venivano utilizzati a volte i locali dell\u2019Istituto San Giuseppe, attuale sede della Caritas diocesana, altre volte si faceva ricorso ad alberghetti che garantivano un tetto a prezzo modico. Ma erano tutte sistemazioni temporanee. La prima mensa organizzata, grazie anche alla Papa Giovanni XIII, fu allestita nei locali adiacenti la parrocchia di San Giuliano Martire a met\u00e0 anni 80.<br>Ma il vero salto di qualit\u00e0 arriv\u00f2 con il trasferimento di mensa ed alloggi in via Santa Chiara.<br><strong>(Cinzia Sartini Giovanardi)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>don Sisto Quinto Casadei Menghi Bollettino della Diocesi di Rimini n. 62 (novembre 1984) Nato a Montescudo il 31 ottobre 1912 Morto a Loreto il 19 ottobre 1984 Marted\u00ec 19 ottobre, alle ore 21, s\u00ec \u00e8 spento don Sisto Casadei, parroco di S. Agostino. Aveva 72 anni. 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