{"id":10481,"date":"2024-03-09T10:25:18","date_gmt":"2024-03-09T09:25:18","guid":{"rendered":"http:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/?p=10481"},"modified":"2024-05-21T08:11:21","modified_gmt":"2024-05-21T06:11:21","slug":"san-tommaso-di-villanova-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/2024\/03\/09\/san-tommaso-di-villanova-3\/","title":{"rendered":"San Tommaso di Villanova"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"block-3f2e5221-7237-4470-8e3d-39bf0fd199b0\"><em>(biografia a cura di <strong>Francisco Javier Campos y Fern\u00e1ndez de Sev<\/strong>illa, OSA &#8211; traduzione automatica online dallo spagnolo, con qualche adattamento<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-b7705d11-c138-4ffa-8815-25dd2377aa02\"><strong>SAN TOMMASO DI VILLANOVA<br><\/strong><em>S. Tom\u00e1s de Villanueva<br>Nato a Fuenllana (Ciudad Real), 1486 \u2013 Morto a Valencia, 8.IX.1555.<br>agostiniano (OSA), arcivescovo di Valencia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-74ddcbfb-94f7-4a16-8f03-ef3a8028ab6c\">Tommaso (di Villanova) \u00e8 il figlio primogenito di Tom\u00e1s Garc\u00eda e Luc\u00eda Mart\u00ednez de Castellanos, nobili di Villanueva de los Infantes, distretto e vicariato di Campo de Montiel, provincia della Mancia, nella Corona di Castiglia, dove la famiglia aveva una posizione economica agiata, che permetteva ad alcuni dei suoi membri di unirsi agli Ordini Militari e di dedicarsi al governo municipale.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-0dac6663-edce-40c5-a73e-4590720ecc65\">A causa di un&#8217;epidemia di peste, sua madre si rec\u00f2 nella vicina citt\u00e0 di Fuenllana, da dove proveniva, finch\u00e9 non partor\u00ec Tommaso e il pericolo e l&#8217;angoscia causata da questa malattia cessarono. Poco dopo ritorn\u00f2 a Villanueva, dove Tommaso trascorse la sua infanzia. Tommaso ebbe cinque fratelli. Pi\u00f9 tardi, quando Quevedo scrisse la biografia del santo di cui era un grande devoto perch\u00e9 conosceva bene il paese, essendo molto vicino a La Torre de Juan Abad, dove possedeva alcune propriet\u00e0 (signoria), assicur\u00f2 con una provvidenziale visione che era nato facendo del bene, poich\u00e9 quello stesso giorno il popolo e il partito riacquistarono la salute con cui il Signore li aveva puniti.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-039a35e9-050d-48d4-8edf-30af26ce5d37\">Dalla madre apprese le virt\u00f9 domestiche, a nominare la Vergine Maria e a portarla nel cuore, come dimostrer\u00e0 per il resto della sua vita. Dal padre acquis\u00ec la misericordia verso i bisognosi.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-fb1bc821-ed5a-4758-b145-e8a4e67ec2a1\">La carit\u00e0 come giustizia, ma anche come elemosina e come donazione personale ai bisognosi, era pratica e dedizione costante. La porta della sua casa era sempre aperta \u2013 prima ancora di bussare \u2013 per aiutare chi era nel bisogno. Quando era molto giovane torn\u00f2 pi\u00f9 volte a casa vestito di stracci perch\u00e9 aveva donato i suoi vestiti ai poveri. Un altro giorno, trovandosi solo in casa, di fronte alla richiesta angosciante di alcune persone bisognose, e non avendo nulla da offrire loro, consegn\u00f2, una per una, le galline che erano nel recinto.<br><br>Ricevette le prime lettere nella sua citt\u00e0, nel Convento di San Francesco, di recente fondazione, dove sua madre &#8211; e poi lui stesso, essendo arcivescovo &#8211; crearono un&#8217;opera pia e l\u00ec fu eretto il pantheon familiare. Qui dovette compiere anche i primi studi di Latino e di principi di Logica, finch\u00e9 all&#8217;et\u00e0 di quindici o sedici anni si trasfer\u00ec ad Alcal\u00e1 (1501 o 1502) dove studi\u00f2 Lettere e Filosofia.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-bd98cd76-8619-4335-b69e-cf87419eabc4\">\u00c8 importante evidenziare la maturit\u00e0 di una famiglia con una certa agiatezza economica, ma senza membri nell&#8217;amministrazione o dediti alla letteratura, che ha permesso al primogenito di andare a studiare e optare per una vita intellettuale, che lo avrebbe fatto stabilire lontano dalla citt\u00e0 della Mancia, allontanandosi dallo sfruttamento agricolo da cui la famiglia otteneva i mezzi di sussistenza.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-a234cec9-c029-4ef6-94b4-f207f33d9e20\">Presso la neonata Universit\u00e0 Cisneriana studi\u00f2 Lettere, laureandosi con il baccellierato nel 1508, poche settimane prima dell&#8217;inaugurazione del Colegio Mayor de San Ildefonso (1508), nel quale entr\u00f2 pochi giorni dopo per completare la sua formazione curriculare: insegnante, nel 1509 e professore nel 1512.<br>Molti testimoni e biografi riferiscono che l&#8217;Universit\u00e0 di Salamanca gli offr\u00ec una cattedra ma, scoprendo che Dio lo voleva in altri chiostri, il 21 novembre 1516 vest\u00ec l&#8217;abito nel Convento di San Agust\u00edn della citt\u00e0 di Tormes, nel giorno della Nostra Signora della Presentazione, professando il 25 novembre 1517.<br><br>Pochi giorni dopo che frate Martin Lutero aveva affisso le 95 tesi sulla porta della cappella dell&#8217;Universit\u00e0 di Wittenberg, questi due agostiniani, sudditi di Cesare Carlos, diedero inizio ad una curiosa esistenza parallela. Anni dopo, anche il suo fratello di sangue, Juan Tom\u00e1s Garc\u00eda Mart\u00ednez entr\u00f2 nel Convento Agostiniano di Salamanca (1528).<br><br>Nel dicembre 1518 Tommaso fu ordinato sacerdote, celebrando la sua prima Messa il giorno di Natale (Madonna del Parto). Dall&#8217;anno successivo inizi\u00f2 la sua vita pubblica al servizio della Chiesa e dell&#8217;Ordine di sant&#8217;Agostino, ricoprendo gli incarichi di priore di Salamanca (1519 e 1523), visitatore provinciale (1525), priore di Burgos (1531), primo superiore provinciale della provincia dell&#8217;Andalusia (1526), \u200b\u200be successivamente della Castiglia (1534), revisore nazionale delle biblioteche conventuali (1536). Rinunci\u00f2 all&#8217;arcivescovado di Granada e, in virt\u00f9 di santa obbedienza, accett\u00f2 quello di Valencia, il 5 luglio 1544 (Nostra Signora della Neve).<br><br>Come religioso si distinse per l&#8217;umilt\u00e0 e l&#8217;obbedienza con cui accett\u00f2 le missioni e le opere affidategli dai superiori. In seguito fu esemplare per il suo atteggiamento di servizio con cui esercit\u00f2 l&#8217;autorit\u00e0, ricordando il mandato della Regola di sant&#8217;Agostino di vivere \u00abnon come servi sotto la legge, ma come esseri liberi guidati dalla grazia\u00bb (cap. VIII, 48).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-80e7aeaa-dc9f-46d5-91da-e8b360c386cc\">Frate Tommaso di Villanova \u00e8 noto per il suo amore alla Vergine, dimostrato dai suoi scritti, e per la piet\u00e0 della sua predicazione. Celebri furono le prediche tenute nella Cattedrale di Salamanca durante la Quaresima del 1521. Quando gli Agostiniani furono autorizzati a fondare il Convento di Madrid &#8211; San Felipe el Real, 1544 &#8211; fu a condizione che frate Tommaso vi risiedesse o venisse a predicare ogni Quaresima. L&#8217;Imperatore stesso e l&#8217;Imperatrice vennero a Valladolid per ascoltarlo, accettando che il santo non li ricevesse subito perch\u00e9 prima era necessario prepararsi ad esporre la parola di Dio con dignit\u00e0 e sentimento.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-f702cba7-a655-4a6d-a182-2f4aab983976\">Come superiore provinciale, fece in modo che i religiosi vivessero il massimo precetto della Regola agostiniana: \u00abE la prima cosa per cui vi siete riuniti in comunit\u00e0 \u00e8 di vivere di comune accordo, avendo un&#8217;anima sola e un cuore solo in Dio\u00bb (cap. I, 3). Promosse con particolare interesse lo spirito missionario, incoraggiando l&#8217;invio di religiosi nei territori americani per diffondere la luce del Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-87338dfa-8a82-4993-9a00-cbf8a32cb4de\">La diocesi di Valencia, di cui fu nominato vescovo nel 1544, era una sede vasta, complessa e con problemi strutturali: contava un&#8217;enorme popolazione moresca, scarsamente integrata, meno convertita e in molti casi sfruttata dai membri della nobilt\u00e0 come braccianti agricoli. Le ripetute assenze dei prelati precedenti, in alcuni casi molto prolungate, avevano causato un vuoto di autorit\u00e0, lasciando la comunit\u00e0 cristiana senza un pastore che la guidasse, senza un padre che la custodisse, senza una voce che la incoraggiasse, senza una luce che la illuminasse. Il clima morale rilassato del clero secolare era un fenomeno triste perch\u00e9 comune e diffuso. La mancanza di un centro dove i giovani aspiranti al sacerdozio potessero formarsi umanamente, culturalmente e spiritualmente, fece s\u00ec che il livello di questi futuri ministri non raggiungesse quello minimo che ci si poteva aspettare perch\u00e9 potessero compiere degnamente la missione loro affidata.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-cfe3ef69-a596-4484-ae78-6df21f8d7ac0\">Con l&#8217;umilt\u00e0, la preghiera e la penitenza, cambier\u00e0 il volto di quella comunit\u00e0 a lui affidata. Silenziosamente, con perseveranza e dedizione, govern\u00f2, insegn\u00f2 e santific\u00f2. Vedeva l&#8217;urgenza di un cambiamento totale in tutto il popolo di Dio e si addolorava per la lentezza con cui il problema veniva affrontato a Roma. Invocava nelle sue prediche la convocazione di un concilio che riformasse la Chiesa universale, nel capo e nelle membra, e vedeva con gioia la convocazione di Trento. Inoltre, anticipando la creazione dei seminari conciliari, fond\u00f2 il Collegio della Presentazione (1550), dove riport\u00f2 lo spirito universitario di Alcal\u00e0 che aveva vissuto in giovent\u00f9, aggiungendovi l&#8217;ideale di vita evangelica che dovrebbe animare ogni apostolo di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-90f0b548-1282-42ae-a7f4-ad7b6dc33beb\">Per avere una vera conoscenza dell&#8217;arcidiocesi di Valencia, appena arrivato comp\u00ec un&#8217;accurata visita pastorale (1545), e subito dopo convoc\u00f2 un Sinodo provinciale (1548), per mettere la chiesa di Valencia in sintonia con lo spirito di Dio, che riempie i cuori degli uomini, insistendo sulla pratica sacramentale, che rinvigorisce i membri della comunit\u00e0 cristiana, e riaffermando la disciplina ecclesiastica che ordina e d\u00e0 coesione alla diversit\u00e0 dei membri della Chiesa militante.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-dfe0d7c1-9477-48b4-ab26-ff622267894e\">In un\u2019epoca in cui si voleva che la gerarchia ecclesiastica fosse sotto controllo per la forza morale che aveva davanti al popolo, difese l&#8217;immunit\u00e0 della Chiesa contro le ingerenze del potere civile che essa doveva affrontare in situazioni delicate. Particolarmente grave fu lo scontro con il governatore e i suoi collaboratori, nel 1548-1549, che scomunic\u00f2 e pose la \u201ccessatio a divinis\u201d in tutte le chiese di Valencia, sospendendo per mesi la celebrazione delle funzioni religiose e l&#8217;amministrazione dei sacramenti.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-1c7b90b2-5af2-4a62-b579-c2c796f1c63f\">Con eguale giustizia corresse \u2013 e pun\u00ec \u2013 i chierici, ricercando il pentimento spontaneo che guariva pi\u00f9 efficacemente il membro malato. Mortific\u00f2 il suo corpo con dure discipline per attirare la pecorella smarrita nell&#8217;ovile di Cristo e per espiare la sua colpa personale nel caso fossero stati i suoi fallimenti a causare scandalo e a motivare questa situazione di rilassamento. Sapendo di essere padre e pastore di una comunit\u00e0 cos\u00ec numerosa, cerc\u00f2 sempre di essere amato pi\u00f9 che temuto, come gli era stato insegnato dalla regola agostiniana che professava.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-52eaa8fc-7e60-4c5b-bf41-f61ceeb2dd03\">Mantenne una particolare predilezione per i poveri, gli orfani e i bambini abbandonati, soprattutto questi ultimi, che a causa della loro impotenza non potevano sopravvivere ed essere cresciuti con dignit\u00e0, aprendo una porta verso un futuro pieno di speranza. Eman\u00f2 un editto che diceva che tutti coloro che, per povert\u00e0 o per qualsiasi giusta causa, non erano in grado di sfamare i propri figli piccoli, li lasciassero alla porta del palazzo, ed \u00e8 vero che la porta del corridoio rimaneva aperta da molto presto fino a molto tardi, con una corda che, tirata, faceva vibrare un campanello all&#8217;interno, avvertendo che gli era stato lasciato un bambino, solitamente pi\u00f9 di cinquanta, che nutriva, vestiva ed educava. All\u2019inizio del mese visitava le stanze dove venivano cresciuti e le infermiere che si prendevano cura di loro, interessandosi del loro sviluppo e della loro salute, pagando un chirurgo esperto per prendersi cura di loro. Si considerava amministratore dei loro beni, ai quali, per giustizia, avrebbero dovuto ritornare.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-f32b6743-ba9d-4a48-9fd6-05753d8c2576\">Questo atteggiamento lo portava a vigilare con particolare attenzione sulle spese dell&#8217;arcivescovado, ritenendo che tutto ci\u00f2 che non era strettamente necessario fosse un furto ai poveri. Ha dato senza umiliare, ha corretto senza offendere, ha insegnato senza ferire. Ogni anno donava in elemosina quasi i tre quarti delle entrate dell&#8217;arcivescovado. Quando arriv\u00f2 a Valencia la rendita dell&#8217;arcivescovado era di circa 18.000 ducati, e dopo una buona amministrazione arriv\u00f2 a 30.000. L&#8217;austerit\u00e0 dei costumi, nella sua persona e nel palazzo arcivescovile, la semplicit\u00e0 dell&#8217;abito &#8211; da lui stesso rammendato -, la frugalit\u00e0 della tavola, l&#8217;umilt\u00e0 del corredo, la piccolezza del servizio, la piet\u00e0 di vita, la mitezza dei suoi rapporti, fecero di lui e della sua casa un convento di osservanza e un rifugio per i bisognosi, che venivano sempre ascoltati e curati. Molte sono le notizie giunte sulla sua sobriet\u00e0 di vita e sull&#8217;esempio che dava a quanti lo hanno conosciuto e con cui ha avuto a che fare, soprattutto nelle deposizioni dei testimoni dei processi di beatificazione e canonizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-56bd5982-2b22-4d15-8141-f6a741c5206f\">Cerc\u00f2 di aiutare economicamente i genitori disoccupati affinch\u00e9 potessero esercitare il mestiere che conoscevano, incoraggiandoli ad andare avanti nel loro lavoro e a non abituarsi a vivere delle elemosine ricevute.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-6020b702-681f-4b59-9015-40b32c18557f\">Con il suo elemosiniere e maggiordomo e due servitori di palazzo usciva settimanalmente per visitare e curare i malati bisognosi delle parrocchie, pagando per la loro assistenza uno speziale, un chirurgo e due medici, inoltre faceva personalmente l&#8217;elemosina ai poveri una volta alla settimana. Le porte del palazzo venivano aperte ogni giorno per dare un piatto di cibo caldo \u2013 stufato di carne o pesce, un bicchiere di vino e un po&#8217; di denaro &#8211; ai bisognosi che a volte erano pi\u00f9 di quattrocento.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-1de063d3-456b-46f7-a6bc-72223b0adcae\">Pregava e studiava. Le sue prediche sono rimaste un esempio di buona catechesi &#8211; per la concisione del messaggio, la semplicit\u00e0 dell&#8217;esposizione e l&#8217;afflato del contenuto -, fondata sulla Sacra Scrittura e sui santi padri, soprattutto sant&#8217;Agostino, di cui si sforz\u00f2 sempre di essere riflesso della sua luce, eco della sua voce, discepolo del suo pensiero ed erede dei suoi ideali. Successivamente verranno elogiati anche come pezzi di qualit\u00e0 letteraria. Con un&#8217;intensa vita spirituale e un profondo amore mariano, la Vergine Maria ha segnato i momenti principali della sua vita, e a lei \u00e8 dedicato il maggior numero dei suoi sermoni.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-e67ab667-df1c-48dd-ac93-11aff544b14d\">Padre Sal\u00f3n, che fu il suo primo biografo, racconta che il giorno della sua prima Messa rimase sorpreso dall&#8217;estasi che prov\u00f2 nel pregare nel prefazio \u201cQuia per incarnati Verbi mysterium\u201d. E da arcivescovo trascorse l&#8217;intera giornata in estasi il giorno dell&#8217;Ascensione, quando si recita l&#8217;antifona di Nona, \u201cVidentibus illis elevatus est\u201d. Tutto ci\u00f2 \u00e8 confermato dai testimoni che lo videro, e rimasero soddisfatti, perch\u00e9 era sempre pi\u00f9 riluttante a celebrare le funzioni in pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-f4827025-f087-4e02-ba68-5dbb21f9f43e\">Il Cristo della sua oratoria fu l&#8217;amico intimo al quale affid\u00f2 il governo della diocesi e dal quale trasse esempio e forza per compiere la sua missione. Quella immagine fu quella che annunci\u00f2 la sua morte imminente nel giorno della Nativit\u00e0 di Maria.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-dced647c-4a48-4e1a-9419-821cde60347c\">Si affrett\u00f2 ad andare d\u2019accordo con i poveri, che era la via per potersi giustificare davanti a Dio con una corretta amministrazione dei beni. Lasci\u00f2 pagato un anno di mantenimento e lo stipendio delle balie dei bambini abbandonati. Ordin\u00f2 all&#8217;economo e all&#8217;elemosiniere dell&#8217;arcivescovado di consegnare urgentemente ai poveri tutto il denaro presente nelle casse dell&#8217;arcivescovado, poich\u00e9 voleva morire senza possedere nulla. Poi distribu\u00ec i beni della sua casa e, in un ultimo gesto di distacco, don\u00f2 il letto in cui si trovava a un servo, chiedendolo in prestito per morire, come avvenne l&#8217;8 settembre 1555.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-20aa1619-6b26-400e-9f26-79acaad2041c\">Fu beatificato da Paolo V, il 7 ottobre 1618, e canonizzato da Alessandro VII, il 1\u00b0 novembre 1658. Furono organizzate importanti celebrazioni commemorative in molte citt\u00e0 della Spagna e dell&#8217;America Latina secondo il modello di una festa barocca dove non mancarono Messe, prediche, grandi processioni con tutti gli ornamenti dell&#8217;epoca &#8211; altari, archi di trionfo, stemmi e geroglifici, luminarie, gare letterarie, rappresentazioni teatrali, fuochi d&#8217;artificio, ecc. -, dando luogo al paradosso di celebrare con le corride la canonizzazione di un santo che aveva combattuto cos\u00ec duro contro questo spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-39d0fd60-44e4-462c-b0ae-8c8fd17de423\">La figura di Frate Tommaso di Villanova divenne presto popolare e fu acclamato come \u201cpadre dei poveri\u201d. L&#8217;iconografia venne basata sull&#8217;immagine raffigurata a Roma sull&#8217;arazzo della Basilica di San Pietro il giorno della sua canonizzazione, traendo spunto dalla grande abbondanza di testimoni che nei processi di beatificazione e canonizzazione avevano testimoniato l&#8217;immagine che meglio lo definiva e che ricordavano: vestito da agostiniano e con gli attributi del suo ufficio episcopale &#8211; mantello pluviale, baldacchino, pastorale e mitra -, con una borsa in mano e donando alcune monete ai poveri. Cos\u00ec appare nella serie di tele che Murillo dipinse per il Convento degli Agostiniani e dei Cappuccini di Siviglia, oggi distribuite nei musei di Siviglia, Monaco di Baviera, Cincinnati, Strasburgo, Los Angeles, Londra e Florida. I grandi maestri del Barocco diffonderanno quell&#8217;immagine di San Tommaso in importanti citt\u00e0 del mondo. Ci sono tele di Carre\u00f1o, Cerezo, Juan de Juanes, Maella, Fancelli, Coello, Zurbar\u00e1n, Ribalta, e lo stesso faranno gli scultori e gli incisori.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"block-5416dec0-783f-4800-b200-a7d9500273ad\">La devozione a San Tommaso di Villanueva si \u00e8 presto radicata in molte parti del mondo e gli sono state dedicate istituzioni molto diverse: la Congregazione dei Religiosi di San Tommaso di Villanueva, di Monsignor Le Proust (Francia), confraternite e suore di carit\u00e0, la parrocchia di Castelgandolfo (Italia), l&#8217;Ospedale Generale di Panama, l&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Avana (Cuba), l&#8217;Universit\u00e0 St. Thomas (Miami, Florida), l&#8217;Universit\u00e0 Villanova (Pennsylvania), alcuni di essi retti da comunit\u00e0 di Agostiniani, che proclamarono San Tommaso come patrono degli studi dell&#8217;Ordine, proponendolo come modello: attraverso lo studio si arriva a Dio e una volta che si possiede Dio bisogna tornare nella societ\u00e0 per mostrarlo, nel luogo in cui si vive. E questo cammino si arricchisce e si rafforza con la preghiera, la sobriet\u00e0 di vita e l&#8217;austerit\u00e0 dei costumi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" id=\"block-945e278c-6ebf-4904-a94e-c408f75ad683\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"753\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/webtommasodivillanova-753x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9441\" srcset=\"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/webtommasodivillanova-753x1024.jpg 753w, https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/webtommasodivillanova-221x300.jpg 221w, https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/webtommasodivillanova-768x1044.jpg 768w, https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/webtommasodivillanova.jpg 946w\" sizes=\"auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"block-5f6d2fa0-e710-4b7e-84a4-09bb815e6c7a\"><em>L&#8217;elemosina di San Tommaso di Villanova<\/em>,<br>tela di M. A. Franceschini (1687)<br>chiesa di Sant&#8217;Agostino &#8211; Rimini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(biografia a cura di Francisco Javier Campos y Fern\u00e1ndez de Sevilla, OSA &#8211; traduzione automatica online dallo spagnolo, con qualche adattamento) SAN TOMMASO DI VILLANOVAS. Tom\u00e1s de VillanuevaNato a Fuenllana (Ciudad Real), 1486 \u2013 Morto a Valencia, 8.IX.1555.agostiniano (OSA), arcivescovo di Valencia Tommaso (di Villanova) \u00e8 il figlio primogenito di Tom\u00e1s Garc\u00eda e Luc\u00eda Mart\u00ednez [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-10481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10481"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10481\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18522,"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10481\/revisions\/18522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}