{"id":10665,"date":"2024-03-10T21:30:44","date_gmt":"2024-03-10T20:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/?p=10665"},"modified":"2024-04-01T18:14:03","modified_gmt":"2024-04-01T16:14:03","slug":"santalipio-di-tagaste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/2024\/03\/10\/santalipio-di-tagaste\/","title":{"rendered":"Sant&#8217;Alipio di Tagaste"},"content":{"rendered":"\n<p>Quasi tutto quello che sappiamo di Alipio proviene dagli scritti di quel grande analizzatore dell&#8217;uomo che fu S. Agostino (28 ago.) e perci\u00f2 la sua figura emerge secondo un profilo reale e senza essere inghiottita nell&#8217;oscurit\u00e0 della tipica retorica agiografica. Nelle Confessioni ciascun fatto narrato da Agostino ha un suo preciso riferimento concreto e, quando parla di qualche amico, egli getta luce sul loro rapporto e sui ragionamenti comuni in una maniera che acquisisce forza durante la narrazione, cos\u00ec come era accaduto in vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Alipio nacque nel 360 circa a Tagaste nel Nord Africa. Era parente di un dignitario locale, Romaniano (mecenate di Agostino), e amico fin da ragazzo del futuro dottore della Chiesa. Sotto la sua guida aveva studiato grammatica a Tagaste e retorica a Cartagine, e il rapporto rimase stretto fino a che suo padre e Agostino non litigarono; anche in seguito, comunque, rimasero amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Agostino, personaggio carismatico, aveva colpito Alipio e Romaniano per il suo legame all&#8217;eretico ed esotico manicheismo, conosciuto nella sua forma locale di religione non dogmatica per pochi istruiti. Questo credo assicurava al complicato, provocatorio e ambizioso Agostino un modo per mantenere uniti l&#8217;irriducibile spirito di perfezione e fanti-autoritarismo connesso ai suoi sentimenti nei confronti del padre e della Chiesa cristiana, mentre attirava Alipio per motivi diversi. Egli infatti, ancora molto giovane, aveva avuto alcune esperienze sessuali, segrete e frugali, ma qualcosa gliele aveva poi fatte aborrire e ora, come dice Agostino, non ne era pi\u00f9 attratto e trovava congeniale la rigida castit\u00e0 predicata dai manichei, dei quali ammirava l&#8217;austerit\u00e0. Alipio aveva trovato altri modi per sfogare le passioni: Romaniano amava organizzare a Tagaste spettacoli di animali feroci per dare sfoggio di potere e ricchezza, e il giovane si abitu\u00f2 in maniera pericolosa alla violenza e a ci\u00f2 che Agostino chiamava la \u00abpazzia del circo\u00bb. Anzi, Alipio era cos\u00ec ossessionato dal rumore e dalla vista della carneficina che Agostino aveva perso ogni speranza di guarirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta, mentre si trovava a Cartagine, Alipio entr\u00f2 di soppiatto a una delle lezioni di Agostino (cosa che gli era tassativamente vietata), e ud\u00ec il rimprovero di Agostino verso coloro che erano ossessionati dagli spettacoli dell&#8217;arena. Alipio si sent\u00ec direttamente colpito da quelle parole come da un rimprovero personale e immediatamente smise di frequentarli. Agostino temeva che l&#8217;accaduto potesse in un qualche modo inimicargli il ragazzo; in realt\u00e0 fu il contrario: Alipio cominci\u00f2 a fare pressioni sul padre perch\u00e9 lo lasciasse diventare studente di Agostino. Poich\u00e9 aveva deciso di seguire la volont\u00e0 dei genitori e di intraprendere la carriera di avvocato, si rec\u00f2 a Roma per completare i suoi studi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sfortunatamente gli amici e i compagni che trov\u00f2 nella citt\u00e0, indovinando il suo desiderio represso, \u00abcon una sorta di amichevole violenza\u00bb, lo portarono a uno spettacolo di animali feroci.<\/p>\n\n\n\n<p>Alipio riteneva di essere cambiato e di essere tanto forte da poter sedere tra la folla rimanendo a occhi chiusi, ma l&#8217;eccitazione e le grida lo vinsero: udendo un urlo tremendo apr\u00ec gli occhi, ritorn\u00f2 pi\u00f9 dipendente che mai dagli spettacoli dei gladiatori e \u00abbevve con gioia il sangue. [&#8230;] Non era pi\u00f9 l&#8217;Alipio entrato prima sulle tribune: ora era uno dei combattenti nell&#8217;arena: guardava, urlava, ardeva del desiderio del combattimento. Torn\u00f2 a casa cos\u00ec sconvolto dal desiderio di sangue che dovette subito tornarci, e non solo con i compagni di quel giorno o con altri che l&#8217;avevano corrotto insistendo che ci andasse, ma anche convincendo altri innocenti ad accompagnarlo e ad andare con lui\u00bb. Pass\u00f2 molto tempo<\/p>\n\n\n\n<p>prima che riuscisse a vincere questa debolezza e vi riusc\u00ec solo per la superiore potenza di un altro desiderio, che lo guid\u00f2 a scoprire la sua strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo continuava i suoi studi di legge, completati da utili lezioni sui problemi del mondo, cio\u00e8, secondo Agostino, sulla conoscenza di se stessi. Un giorno venne arrestato con l&#8217;accusa di tentato furto; un giovane studente stava rubando delle preziose inferriate di piombo, poste sulla via degli orafi, ma venne scoperto per il rumore provocato e scappando perse l&#8217;accetta che stava usando per intaccare il metallo; Alipio, che stava passando di l\u00e0, incuriosito, la raccolse e mal gliene incolse: incolpato immediatamente del crimine, venne liberato dalla prigione solo per il fortunato incontro con un architetto che lo conosceva e dopo una difficoltosa identificazione del vero colpevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante le numerose opportunit\u00e0, egli rimase casto, studiando diligentemente e guadagnandosi un posto di assessore giudiziario, che ricopr\u00ec con imparzialit\u00e0 e discernimento. Gentile, calmo e autorevole (come sarebbe rimasto), resistette anche alle forti pressioni di un senatore corrotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Agostino lo raggiunse a Roma, divennero inseparabili e infatti Alipio lo segu\u00ec poi a Milano (384) e quindi nel ritiro di Gassiciacum.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la madre di Agostino decise che il figlio avrebbe dovuto sposarsi e gli trov\u00f2 un buon partito, lo persuase a separarsi dalla donna con cui conviveva da molto tempo. Agostino fu profondamente addolorato, \u00abIl mio cuore si strugge per lei, \u00e8 ferito e spezzato\u00bb, tuttavia si innamor\u00f2 della nuova giovane, anche se aveva due anni in meno dell&#8217;et\u00e0 da matrimonio e avrebbe dovuto aspettare a sposarla. Perci\u00f2, mentre progettava con Alipio una vita distaccata dagli interessi mondani, si trov\u00f2 una concubina temporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto questo movimento di affetti, Alipio tentava di dissuaderlo dal matrimonio ma, al contrario, fu Agostino ad architettare \u00abcerti allettanti tranelli per intrappolare i piedi onesti e ancora liberi\u00bb del suo amico. Un\u00ec la sua padronanza del linguaggio alla descrizione dei beni della vita coniugale per risvegliare l&#8217;interesse di Alipio. Paragon\u00f2 le furtive e precoci esperienze del suo amico alle sue &#8220;delizie consuete&#8221; e sottoline\u00f2 che se Alipio si fosse sposato, avrebbe potuto godere di quei piaceri in maniera rispettabile, potendo continuare la ricerca della Sapienza divina senza ulteriori preoccupazioni. Riusc\u00ec a convincere Alipio a desiderare il matrimonio, ma solo facendo breccia stilla \u00abcuriosit\u00e0\u00bb. Nonostante le seduzioni dell&#8217;amico, Alipio non fece altri passi e giunse cos\u00ec il giorno in cui Agostino speriment\u00f2 la grande conversione del cuore e della mente, e con esso la partecipazione di Alipio stesso al nuovo corso.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ad Agostino e Alipio capit\u00f2 di sentir descrivere la vita ascetica dei monaci del deserto, l&#8217;impressione che ne ebbero fu vivissima, specie nel primo: \u00abfinito \u00edl racconto ero roso nell&#8217;intimo e confuso violentemente da un&#8217;orrenda vergogna\u00bb; Alipio rimase \u00absenza parole e sbigottito\u00bb mentre l&#8217;amico, nei suoi tormenti, domandava (riferendosi ai monaci egiziani): \u00abCosa ci succede? E&#8230;] Questi uomini, che non hanno nulla della nostra cultura, si innalzano e scardinano le porte del cielo mentre noi, con tutta la nostra sapienza insensata, rimaniamo qui a soffrire in questo mondo di carne e sangue!\u00bb. Alipio \u00abin silenzio aspett\u00f2 che l&#8217;agitazione passasse\u00bb e poi con risolutezza accett\u00f2 la nuova vita dedicata a Dio e il ritorno a Milano per chiedere il battesimo. Agostino lo descrive \u00abrivestito di umilt\u00e0 e cos\u00ec controllato nel corpo da camminare sul suolo italiano ghiacciato a piedi nudi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I loro nomi vennero inseriti tra i catecumeni della citt\u00e0 all&#8217;inizio della Quaresima del 387 e la notte di Pasqua giunse il battesimo, amministrato da S. Ambrogio (7 dic.).<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo fecero ritorno in Africa, a Tagaste, e vissero insieme per tre anni, facendo comunit\u00e0 con persone di uguali intenti. Questo periodo forn\u00ec ad Alipio la struttura e l&#8217;ordine di cui aveva bisogno. Quando Agostino venne ordinato sacerdote, si trasferirono tutti a Ippona, continuando l\u00e0 l&#8217;esperienza cenobitica. Alipio, a sua volta ordinato presbitero, comp\u00ec un pellegrinaggio in Palestina, dove incontr\u00f2 S. Girolamo (30 set.).<\/p>\n\n\n\n<p>Tornato in Africa, fu nominato vescovo di Tagaste (ca. 393), si mostr\u00f2 predicatore sollecito e divenne l&#8217;assistente principale di Agostino in tutte le sue opere, aiutandolo spesso in questioni giuridiche e tecniche. Era preparato nella dottrina e sensibile nella pastorale, ma anche capace di comunicare alla pari con gente importante e istruita e un ottimo conoscitore della burocrazia imperiale. Ebbe un ruolo importante nella vittoriosa confutazione dei donatisti e dei pelagiani; da Roma, poi, mand\u00f2 ad Agostino tutte le opere di Giuliano, vescovo di Eclano (vicino ad Avellino) e sostenitore di Pelagio, cos\u00ec che il maestro potesse rispondere sollecitamente agli attacchi dei suoi oppositori. Fu molte volte rappresentante dei vescovi africani a Roma, fino alla morte di Agostino. Nella lettera scritta ad Alipio nel 429, Agostino chiama l&#8217;amico &#8220;vecchio&#8221;, ed \u00e8 probabile che Alipio non sia sopravvissuto molto a lungo dopo la sua morte, avvenuta il 28 agosto 430.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi tutto quello che sappiamo di Alipio proviene dagli scritti di quel grande analizzatore dell&#8217;uomo che fu S. Agostino (28 ago.) e perci\u00f2 la sua figura emerge secondo un profilo reale e senza essere inghiottita nell&#8217;oscurit\u00e0 della tipica retorica agiografica. 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