{"id":12218,"date":"2024-03-29T18:37:57","date_gmt":"2024-03-29T17:37:57","guid":{"rendered":"http:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/?p=12218"},"modified":"2024-04-01T18:58:47","modified_gmt":"2024-04-01T16:58:47","slug":"san-prospero-daquitania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/2024\/03\/29\/san-prospero-daquitania\/","title":{"rendered":"San Prospero d&#8217;Aquitania"},"content":{"rendered":"\n<p>Fu il difensore della dottrina di s. Agostino sulla Grazia e sulla predestinazione e le sue opere sono quasi l\u2019unica fonte da cui attingere notizie su di lui stesso e sull\u2019attivit\u00e0 di scrittore che occup\u00f2 la maggior parte della sua vita.<br>Nacque intorno al 390 a Limoges in Aquitania, dalle sue opere si arguisce che abbia percorso tutto il consueto corso di studi classici, in una Gallia fiorente nell\u2019istruzione, al punto che gi\u00e0 nel I secolo Plinio la chiama \u201cun\u2019Italia, piuttosto che una provincia\u201d.<br>Da un suo poema in 122 versi \u2018Poema coniugis ad uxorem\u2019 si capisce che da giovane doveva essere sposato. Non si sa perch\u00e9 dall\u2019Aquitania si spost\u00f2 a Marsiglia, dove pass\u00f2 gran parte della sua vita come monaco laico, senza alcuna carica e grado ecclesiastico.<br>Conobbe personalmente s. Agostino e prese le sue difese, cio\u00e8 del suo pensiero sulla dottrina della grazia, quando vide le reazioni suscitate da questa dottrina nei vari monasteri di Marsiglia e della Provenza e lo inform\u00f2 con lettera dei commenti e del suo operato; fu affiancato in ci\u00f2 da un altro laico Ilario.<br>Agostino rispose ai due difensori della Gallia indirizzando loro due libri: \u201cDe praedestinatione sanctorum\u201d e \u201cDe dono perseverantiae\u201d che allora formavano una sola opera, l\u2019ultima scritta dal grande Dottore della Chiesa prima che morisse (28 agosto 430).<br>Ma neppure dopo la sua morte si attenuarono le critiche alla sua dottrina da parte degli oppositori che allora si chiamavano \u2018Marsigliesi\u2019; Prospero ed Ilario decisero allora di andare a Roma a chiedere l\u2019intervento del papa Celestino I (431) il quale indirizz\u00f2 una lettera ai vescovi della Gallia affinch\u00e9 smorzassero le critiche degli oppositori, ritenendo Agostino \u201cuomo di tanto sapere, che anche i miei predecessori lo annoverarono fra i migliori maestri\u201d.<br>Fino al 440 troviamo Prospero impegnato a comporre un gran numero di scritti teologici sempre rispondendo alle diverse calunnie e obiezioni contro s. Agostino, coinvolgendo anche i papi che si succedevano a Roma e fu proprio papa Leone I Magno, che trovandosi in Gallia, dispose che Prospero lo seguisse a Roma e lo impegn\u00f2 nella cancelleria pontificia (440).<br>Qui ritrov\u00f2 la tranquillit\u00e0 dello spirito, non si occup\u00f2 pi\u00f9 delle controversie sulla Grazia, anche perch\u00e9 morto nel 435 Cassiano, maggiore oppositore di Marsiglia, la disputa si acquiet\u00f2 alquanto; pot\u00e9 cos\u00ec dedicarsi alla diffusione del pensiero agostiniano e quindi sul polemista, prevalse l\u2019esegeta, il compilatore, il cronista.<br>Autore in prosa, le sue opere si contano a centinaia, commenti, sentenze, epigramma, esposizione dottrinale in versi; compose a Roma anche l\u2019unica opera che non parla di s. Agostino, il \u2018Chronicum integrum\u2019 cronaca universale dalle origini fino alla presa di Roma da parte di Gianserico (455).<br>Per difendere la dottrina della Grazia e della predestinazione elaborata da s. Agostino, Prospero diventa lui stesso teologo di rara grandezza, accentrando il suo pensiero essenzialmente su due argomenti: l\u2019universalit\u00e0 della volont\u00e0 salvifica di Dio e la predestinazione.<br>Dio concede a tutti gli uomini la grazia sufficiente per salvarsi; nega nel modo pi\u00f9 assoluto la predestinazione al peccato e alla perdizione, Dio non ha colpa della dannazione, coloro che si perdono, lo fanno di loro volont\u00e0.<br>Prospero spiega con chiarezza, con morbidezza e si sforza di rendere accettabili i rigidi e fermi principi agostiniani, che per questo sono stati spesso fraintesi e non solo dagli eretici.<br>Prospero mor\u00ec intorno all\u2019anno 463, l\u2019unico indizio di un culto resogli nell\u2019antichit\u00e0 \u00e8 un affresco nella basilica di S. Clemente a Roma, ben conservato, che lo raffigura con un aureola intorno alla testa, con i capelli tagliati a forma di corona dei monaci, con addosso una tunica a maniche larghe stretta ai fianchi da una cintura, \u00e8 senz\u2019altro l\u2019aspetto di un monaco.<br>E\u2019 fuor di dubbio che si tratta di Prospero, perch\u00e9 in quella basilica papa Zosimo nel 417, condann\u00f2 il pelagianesimo e i semipelagiani, di cui il grande scrittore fu fiero confutatore.<br>Erroneamente confuso con s. Prospero vescovo di Reggio Emilia, che si festeggia il 25 giugno, fu inserito nel \u2018Martirologio Romano\u2019 da Cesare Baronio, alla stessa data.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Autore:&nbsp;Antonio Borrelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu il difensore della dottrina di s. 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