{"id":12407,"date":"2024-03-31T21:06:17","date_gmt":"2024-03-31T19:06:17","guid":{"rendered":"http:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/?p=12407"},"modified":"2024-04-01T19:20:10","modified_gmt":"2024-04-01T17:20:10","slug":"san-possidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/2024\/03\/31\/san-possidio\/","title":{"rendered":"San Possidio"},"content":{"rendered":"\n<p>Possidio deve la sua fama al fatto di essere stato il biografo del grande Agostino d&#8217;Ippona (28 ago.). Per gran parte della sua vita fu amico e compagno di Agostino e nel 397 fu nominato vescovo di Calama, diocesi della Numidia (Nord Africa). Tutto ci\u00f2 che si sa della sua vita precedente \u00e8 la nascita nell&#8217;Africa proconsolare e il discepolato presso Agostino a Ippona.<\/p>\n\n\n\n<p>Come vescovo dovette governare una diocesi travagliata dal donatismo e dal paganesimo persistente. Il donatismo era una forma di rigorismo scismatico che rifiutava di considerare validi i sacramenti conferiti dai traditores (coloro che erano giunti a consegnare \u2014 tradere \u2014 i libri sacri durante la persecuzione). Questo scisma dur\u00f2 un centinaio di anni dando vita a una Chiesa parallela con una propria gerarchia e liturgia. I suoi sostenitori pi\u00f9 estremisti arrivarono a compiere atti di violenza e perfino attentarono, senza riuscirvi, alla vita di Possidio: il quale si vide riconosciuta la propria importanza come oppositore dello scisma da papa Innocenzo I (sinodo di Milevi del 416).<\/p>\n\n\n\n<p>Quando i vandali attraversarono il mare dalla Spagna all&#8217;Africa, conquistarono in breve tutta la Mauritania, la Numidia e l&#8217;Africa proconsolare, ad eccezione delle roccaforti di Cartagine, Citra e lppona, e qui, dopo la distruzione di Calama e della fondazione religiosa da lui realizzata, Possidio trov\u00f2 rifugio. Passarono per\u00f2 pochi anni e, mentre i vandali erano alle porte della citt\u00e0, Agostino mor\u00ec e il re ariano Genserico mand\u00f2 in esilio Possidio e altri due vescovi.<\/p>\n\n\n\n<p>Possidio era ancora vivo nel 437, data in cui scrisse la Vita Augustini; mor\u00ec non molto dopo, forse a Mirandola, in provincia di Modena. Fu \u00abun discepolo leale e fedele\u00bb che ci ha mostrato la complessa personalit\u00e0 di Agostino nelle condizioni di vita quieta che aveva creato a vantaggio degli altri; la descrizione che ne fece ci dice molto della vita quotidiana del grande dottore della Chiesa in et\u00e0 avanzata: povert\u00e0; privazione del vino per chi avesse fatto giuramenti; pasto quotidiano preso con posate d&#8217;argento ma con stoviglie modeste; abiti e mobili privi di sfarzo ma decenti e non sciatti. La casa di Agostino era ospitale ma frugale; i preti dell&#8217;episcopio vivevano comunitariamente. Qualche volta Agostino giunse a fondere le posate per riscattare i prigionieri. Nel descrivere queste scene di vita Possidio ci mostra qualcosa di s\u00e9 e del suo maestro: pur avendo alcuni limiti, la sua biografia di Agostino fu molto apprezzata per secoli.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-e97632b9fd65683a07695a102c37b01a\" style=\"color:#7d1717\">Il ricordo di S. Possidio resta unito, sia come religioso che come vescovo, a quello di s.Agostino, della cui eredit\u00e0 monastica \u00e8 il maggiore rappresentante insieme a s. Alipio.Il rapporto di amicizia di Possidio con Alipio e Agostino sembrano essere iniziate al tempo della fondazione del monastero maschile ad Ippona.Possidio fu il primo biografo di Agostino, con il quale visse &#8220;in dolce familiarit\u00e0 per circa 40 anni&#8221;. Fu eletto vescovo di Calama verso il 397. Per difendere i diritti della Chiesa africana si rec\u00f2 per ben due volte in Italia. Con Agostino ed Alipio partecip\u00f2 ai Concili d&#8217; Africa, figurando anche, nella famosa riunione avvenuta a Cartagine nel 411 tra cattolici e donatisti, tra i sei prescelti dai 266 vescovi cattolici, per parlare a nome di tutti. S. Possidio muore verso il 437. Dal 1671 l&#8217;Ordine agostiniano celebra la sua festa, insieme a quella di s.. Alipio il 16 maggio.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>S. Possidio fu tra gli amici intimi di Agostino.<br>Si form\u00f2 cristianamente nel monastero che questi aveva fondato accanto alla chiesa, ad Ippona, e l\u00ec visse per alcuni anni, finch\u00e9, intorno al 400, fu eletto vescovo di Calama, citt\u00e0 della Numidia.<br>In tale veste fu, insieme con Alipio, Evodio e qualche altro, uno dei luogotenenti pi\u00f9 fidati e capaci di Agostino, s\u00ec che lo troviamo di frequente partecipe degli avvenimenti che contraddistinsero le controversie con i donatisti e con i pelagiani. Baster\u00e0 ricordare la sua partecipazione ai Concili antidonatisti di Cartagine del 403 e 407 e, soprattutto, alla grande conferenza tenuta nel 411 sempre a Cartagine fra cattolici e donatisti. Particolarmente inviso a questi, fu da loro sottoposto a gravi violenze, mentre per dei contrasti sorti a Calama corse dei rischi anche da parte dei pagani.<br>Partecip\u00f2 ancora ai Concili antipelagiani di Milevi nel 416 e di Cartagine nel 419, e fu incaricato di due missioni ufficiali in Italia presso l&#8217;imperatore nel 409 e nel 410. Al tempo dell&#8217;invasione vandalica, nel 428 Calama fu devastata dai barbari e Possidio si rifugi\u00f2 ad Ippona, presso Agostino che viveva allora le sue ultime ore. Pot\u00e9 cos\u00ec assistere al trapasso del suo maestro ed amico, che con tanta commossa partecipazione descriver\u00e0 negli ultimi capitoli della biografia.<br>Dopo l\u2019incendio di Ippona ebbe modo di tornare a Calama, ma solo per poco: infatti nel 437 fu tra coloro che si opposero all\u2019ordine di Genserico, il quale voleva imporre la fede ariana nei suoi domini, e perci\u00f2 fu scacciato dalla sua sede. Dopo questo fatto non abbiamo pi\u00f9 notizie di lui.<br>I Canonici Regolari e l&#8217;Ordine agostiniano ne celebrano la festa, insieme a quella di s. Alipio il 16 maggio.<br>Il culto di questi due massimi rappresentanti dell&#8217; eredit\u00e0 monastica di Agostino fu confermato da Clemente X con il breve Alias a Congregatione il 19 agosto 1672.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Autore:&nbsp;P. Bruno Silvestrini O.S.A.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-d1aad48c5b13fecbea8b18562003d3cc\" style=\"color:#0b533d\">In una cronaca medioevale della chiesa di San Pietro di Reggio Emilia, si legge che il vescovo Azone (IX secolo) per concessione dell&#8217;imperatore Lodovico il Pio (778-840), trasfer\u00ec dall&#8217;Apulia a \u00abCurtis Latiana\u00bb (nei pressi di Mirandola nell&#8217;Emilia), il corpo del santo presbitero Possidonio. In un lezionario del secolo XIII appartenente alla basilica di San Prospero di Reggio Emilia, si leggeva che Possidio era di nazionalit\u00e0 greca e oriundo di Tebe. Dal 1500 in poi, contro la tradizione medioevale, si cominci\u00f2 a parlare delle reliquie del santo Possidio venerate a Mirandola, come quelle del vescovo di Calama in Numidia, Possidio, discepolo e collaboratore del grande sant&#8217;Agostino; il quale scacciato dalla sua sede da Genserico, re dei Vandali, nel 437, and\u00f2 in esilio nell&#8217;Apulia dove mor\u00ec e da qui nel secolo X il suo corpo fu trasferito prima in Germania e poi a Mirandola. Nonostante molte coincidenze non c&#8217;\u00e8 nessuna prova che si tratti dello stesso personaggio, a parte l&#8217;assonanza dei nomi.&nbsp;(Avvenire)<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-c3bc16de2b8359305c9d7b0cfab0d541\" style=\"color:#351e78\">La storia di s. Possidonio \u00e8 una di quelle che fanno impegnare molto gli agiografi, per il contrasto esistente delle poche notizie, l\u2019identificazione e sovrapposizione con altro santo omonimo, l\u2019incertezza delle date; comunque tutto questo \u00e8 superato dalla forte devozione che il popolo dei fedeli di Mirandola e del suo ex ducato, hanno da secoli tributato a questo santo.<br>In una cronaca medioevale della chiesa di S. Pietro di Reggio Emilia, si legge che il vescovo Azone (sec. IX) per concessione dell\u2019imperatore Lodovico il Pio (778-840), trasfer\u00ec dall\u2019Apulia (antica regione d\u2019Italia, comprendente la Puglia, la Penisola Salentina e il Beneventano) a \u2018Curtis Latiana\u2019 (nei pressi di Mirandola nell\u2019Emilia), il corpo del santo presbitero Possidonio.<br>In un \u2018lezionario\u2019 del secolo XIII appartenente alla basilica di S. Prospero di Reggio Emilia, si leggeva che Possidonio era di nazionalit\u00e0 greca e oriundo di Tebe.<br>Dal 1500 in poi, contro la tradizione medioevale, si cominci\u00f2 a parlare delle reliquie del santo Possidonio venerate a Mirandola, come quelle del vescovo di Calama in Numidia, Possidio, discepolo e collaboratore del grande s. Agostino; il quale scacciato dalla sua sede da Genserico, re dei Vandali, nel 437, and\u00f2 in esilio nell\u2019Apulia dove mor\u00ec e da qui nel secolo X il suo corpo fu trasferito prima in Germania e poi a Mirandola.<br>Nonostante molte coincidenze non c\u2019\u00e8 nessuna prova che si tratti dello stesso personaggio, a parte l\u2019assonanza dei nomi.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Autore:&nbsp;Antonio Borrelli<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Possidio deve la sua fama al fatto di essere stato il biografo del grande Agostino d&#8217;Ippona (28 ago.). Per gran parte della sua vita fu amico e compagno di Agostino e nel 397 fu nominato vescovo di Calama, diocesi della Numidia (Nord Africa). 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