{"id":24898,"date":"2024-09-28T18:40:52","date_gmt":"2024-09-28T16:40:52","guid":{"rendered":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/?p=24898"},"modified":"2024-09-28T18:40:56","modified_gmt":"2024-09-28T16:40:56","slug":"troppa-responsabilita-per-gli-animatori-meglio-restare-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/2024\/09\/28\/troppa-responsabilita-per-gli-animatori-meglio-restare-a-casa\/","title":{"rendered":"\u00abTroppa responsabilit\u00e0 per gli animatori, meglio restare a casa\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abBuongiorno, da mamma di un ex animatore di oratorio sono rimasta basita nell&#8217;aver letto sui media gli sviluppi relativi alla tragedia in cui \u00e8 morta una bambina in piscina mentre si trovava in gita con l&#8217;oratorio. Tra gli indagati compaiono un&#8217;animatrice maggiorenne (unica maggiorenne del gruppo cui apparteneva la bambina), per cui mi domando: ma un genitore manda il proprio figlio a fare volontariato in oratorio e se lo ritrova a 18 anni con un&#8217;accusa penale? Tralascio il discorso civile per cui mi auguro che l&#8217;oratorio avesse l&#8217;assicurazione, ma il penale? Mio figlio per fortuna in piscina come accompagnatore non \u00e8 mai voluto andare, a questo punto col senno di poi anche se avesse voluto non l&#8217;avrei proprio mandato. Molto meglio tenere i figli a casa piuttosto che esporli a rischi e situazioni per cui possono rovinarsi la vita mentre stanno facendo volontariato\u00bb. <em>Nada<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-94e7fa6f1d343e19664a2b06e312719f\" style=\"color:#089067\">(risponde Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, 4 figli)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cara Nada, penso che di fronte a una morte accidentale sia inevitabile che tutti gli adulti presenti nel momento dell&#8217;evento avverso debbano essere iscritti nella lista degli indagati. Non credo che sia stata sporta denuncia dalla famiglia. Utilizzo, per\u00f2, il tuo messaggio per fare una riflessione allargata. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Di questi tempi, qualsiasi cosa coinvolga i figli viene vista non nell&#8217;ottica delle opportunit\u00e0 che permette di perseguire, bens\u00ec in quella del rischio che essa pu\u00f2 rappresentare. Diventa, perci\u00f2, conclusione comune assumere lo stesso punto di vista che tu dichiari nella tua mail: piuttosto che trovarmi un figlio che ha sulla testa una possibile condanna penale per un reato che non ha mai commesso, meglio tenerlo a casa e lasciare che non si coinvolga in nulla. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo approccio, per\u00f2, quello che vede sempre pi\u00f9 ragazzi e ragazze trovarsi ingabbiati nelle loro stanze, perch\u00e9 rinunciatari nel lasciarsi coinvolgere in attivit\u00e0 di volontariato in cui &#8220;mettersi in gioco&#8221; comporta inevitabilmente trovarsi anche coinvolto in qualche rischio potenziale. Questa \u00e8 una societ\u00e0 in cui l&#8217;approccio evitante verso situazioni in cui pu\u00f2 avvenire qualcosa di inaspettato e spiacevole \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cos\u00ec ci sono sempre pi\u00f9 genitori che adottano modalit\u00e0 iperprotettive nei confronti dei propri figli. Come adulti andiamo alla ricerca di esperienze a rischio zero per chi sta crescendo. Ma questo comporta farli crescere fragili e inevitabilmente ansiosi, perch\u00e9 non avendoli abituati a confrontarsi con le sfide della vita, quando esse compaiono li trovano inadeguati e spaventati, incapaci di farvi fronte. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo spiega benissimo Jonathan Haidt nel libro <\/em>La generazione ansiosa <em>(Rizzoli ed.), un best seller mondiale in cui il mondo adulto viene invitato ad abbandonare l&#8217;approccio iperprotettivo con cui <\/em>si <em>limita l&#8217;autonomia e il potere d&#8217;azione di chi cresce e a far transitare di nuovo la vita dei giovanissimi nel mondo reale, in contrasto con l&#8217;abitudine sempre pi\u00f9 frequente a fare tutto e spendere molto tempo nel mondo virtuale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2024-campeggio-elementari-santagata-06.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21142\" srcset=\"https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2024-campeggio-elementari-santagata-06.jpg 800w, https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2024-campeggio-elementari-santagata-06-300x225.jpg 300w, https:\/\/santagostinorimini.it\/new_sito\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2024-campeggio-elementari-santagata-06-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abBuongiorno, da mamma di un ex animatore di oratorio sono rimasta basita nell&#8217;aver letto sui media gli sviluppi relativi alla tragedia in cui \u00e8 morta una bambina in piscina mentre si trovava in gita con l&#8217;oratorio. 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