La città di Rimini e i suoi cittadini hanno una grande venerazione e una sentita devozione nei confronti dell’immagine miracolosa della Madonnina del Giglio, antica cappellina sul lato destro del Corso d’Augusto, al numero 190, vicino alla chiesa dei Servi (Santa Maria in Corte). La cappellina della Madonna del Giglio si trova sempre aperta durante il giorno.

Il quadro della Madonna leggermente sorridente con il bambino benedicente è al centro della parete di fronte alla porta d’ingresso e lo si vede dalla strada; i passanti vi danno un occhiata, alcuni fanno un cenno, un segno di croce, altri si fermano per una preghiera o per accendere un lume.

Il primo sguardo è per lei, che fissa il visitatore con occhi attenti e pronti ad accogliere il saluto dell’Ave Maria e una preghiera. In suo onore ci sono un cero e una lampada, sempre accesi, e deposto un vasetto di fiori, e si notano i segni dell’affetto, della venerazione dei devoti che fanno la loro visita per salutarla o per pregare e ottenere la sua intercessione di Madre.

IL DIPINTO ATTUALE

Il dipinto è stato rimaneggiato più volte secondo i gusti delle diverse epoche. L’autore è sconosciuto, comunque viene fatto risalire al quindicesimo secolo.

La Vergine, in trono, sorridente, tiene in braccio e sulle ginocchia il Bambino Gesù, appena coperto con un drappo, nell’atto di benedire. Il quadro emana serenità ed accoglienza nella sua semplice bellezza. 

PREGHIERA

Ave, o Maria,
beata Vergine del Giglio,
custode di lacrime e speranze.

La dolcezza del tuo sguardo,
il tuo gesto delicato,
mi infondono il coraggio
di rivolgermi a te con fiducia.

Ti prego: proteggimi dal male,
come una mamma i suoi figli.

Mostrami la via del bene,
e fa’ fiorire nel mio cuore
il fiore della fede e dell’amore.

Accogli la mia umile preghiera,
o gloriosa e benedetta
Vergine del Giglio.

Amen.

INNO

O MADONNA DEL GIGLIO

(video n.4)


O Madonna del Giglio,
Vergine pura e bella,
Madre tu sei la stella
che guida il nostro cammino.

  1. Nel freddo inverno
    tu facesti fiorire
    il fiore a te donato,
    il giglio profumato. Rit.

  2. Fa’ fiorire, Maria,
    nei nostri cuori
    la fede nel Signore,
    verso i fratelli l’amore. Rit.


gennaio 2025

O MADONNA DEL GIGLIO

novembre 2024

MADONNINA DEL GIGLIO (2)

agosto 2024

MADONNINA DEL GIGLIO (1) 

luglio 2024 

BEATA VERGINE DEL GIGLIO

La devozione

Testimonianze da Internet

La Madonnina del Giglio per me è il ricordo della fanciullezza della gioventù e degli anni fino al matrimonio. Ogni volta che passo i ricordi riaffiorano e entro a pregare (AM.S.)

È un luogo speciale, ogni volta che passo dal Corso mi fermo per una preghiera alla Mamma Celeste, altra tappa obbligata un caro saluto ad Alberto Marvelli e Santa Chiara, anche se adesso abito lontano i miei ricordi sono legati a questi luoghi (D.B.)

Mi fermavo quando avevo i figli piccoli, è una cappella piccola, raccolta ci si può fare una sosta per una preghiera (MR. D.L.)

Ho abitato per molti anni in quella zona e passavo tutte le mattine per una preghiera (R.B..).

La Madonna del Giglio ha esaudito sempre le mie preghiere… però non conoscevo la storia della celletta. (M.D.A.)

Tutte le volte che ci passo mi fermo! Nelle difficoltà… mi ha sempre fatto vedere il lato positivo del problema! È proprio speciale…. (C.B.)

Quando passo mi fermo sempre o almeno devo girare la testa e salutare l’immagine della Madonna. Anch’io non ne conoscevo la storia. Grazie. (L.B.)

È il primo luogo che ho amato di questa città…. che bella la mia Madonnina! (L.R.)

Quante volte sono andata a pregare in questa chiesetta. Mi ci ha portato mia mamma che ero piccolina perchè qui aveva ottenuto la grazia di farmi guarire da una malattia che a quei tempi lasciava poche speranze di vita. (D.M.)

È lì, sempre, con la porta aperta a guardare chi la guarda… e un segno di croce è sempre a lei gradito. (G.M.)

…. mi fermo sempre… chiacchere preghiere pensieri lacrime… li sono a casa, c’è un pezzo di cuore… (C.V.)

C’è la presenza tangibile del Cielo dove la Mamma Celeste ascolta il tuo cuore e lo irrora con la Grazia Divina del Suo Divin Figlio Salvatore Gesù Cristo. (N.S.)

Prendetevi cinque minuti quando passate di qui per ricaricarvi lo spirito. (S.E.P.)

Questo luogo all’apparenza semplice, è in realtà una piccola oasi di pace incastonata nel centro cittadino. I numerosi Ex Voto alle pareti sono stati donati da chi ha ricevuto una grazia, dopo averla chiesta alla Madonnina. (S.E.P.)

la copia dell’immagine ospitata nelle famiglie della parrocchia durante il Mese di Maggio

La settimana mariana

La “Compagnia del Giglio”

Cenni di storia

estratto dal giornalino parrocchiale CI SIAMO maggio 2017

Tra storia e leggenda

Il modesto ingresso in travertino è frutto della ricostruzione postbellica, ma la cappella è molto più antica. La celletta della Madonna del Giglio fu costruita dalla famiglia Ricciardelli nell’area di un’antica torre. 

La fortificazione, ricorda Battaglini nelle sue “Memorie istoriche”, faceva parte delle mura del IV secolo e quindi della “Corte dei Duchi”, il fortilizio dei signori bizantini di Rimini.

La leggenda riportata dal Clementini racconta che in questo piccolo luogo di culto anticamente aveva bottega un falegname o un maniscalco, che viveva con la madre.

Quest’ultima fu costretta a trasferirsi a causa di una malattia ed il maniscalco prima di partire posò un bocciolo di Giglio accanto al quadro raffigurante la Madonna con il bambino appeso nella sua bottega per chiedere la guarigione della madre. Al suo ritorno con sua sorpresa il giglio era sbocciato e la madre guarita.

Visto l’accorrere di devoti in questo luogo per chiedere delle grazie, nel 1467 venne costruita la celletta.

Questo edificio, come la maggior parte degli stabili riminesi, fu danneggiato durante il terremoto del 1786, ma fu prontamente restaurato dalla famiglia Battaglini insieme al loro palazzo.

Nel 1924 le aree di proprietà dei Battaglini vennero vendute a Luigi Sartini e fratelli: nell’atto di vendita si specificava chiaramente che, nello stabile in Corso d’Augusto al pianterreno, si trovava una celletta votiva dedicata alla Madonna ed aperta al culto.

Nel tale atto la celletta venne esclusa dalla vendita per inalienabilità, in ogni caso fu consegnata agli acquirenti con la clausola di perpetua destinazione al culto.

La cappella, quindi, rimase inalterata mentre gli altri edifici divennero la sede della concessionaria Fiat dei fratelli Sartini.

L’antico corpo di fabbrica del palazzo Battaglini, quello prospiciente alla piazzetta San Martino, rimase di proprietà della famiglia.

Si trattava di un edificio più piccolo e meno pregiato; venne demolito negli anni 60 stravolgendo con un condominio l’equilibrio degli edifici circostanti.

La celletta venne ricostruita dopo i danni provocati dalle mine tedesche. Oggi dell’originale luogo di culto resta solo il piccolo quadro del ‘400 dedicato alla Beata Vergine Maria e al Figlio.

riproduzione di una immaginetta in archivio (posteriore al 6 ottobre 1950)