I nostri primi 18 anni

Il 2021 è l’anno della maggiore età per la parrocchia di Sant’Agostino, che accoglie i fedeli residenti nel centro storico di Rimini. La riorganizzazione delle parrocchie del centro cittadino nasce infatti ufficialmente 18 anni fa, nel 2003, come traguardo di un percorso che aveva però preso il via già negli anni ’90, grazie alla fruttuosa collaborazione fra le sei parrocchie del centro storico di Rimini e di San Girolamo, simboleggiata dalla fondazione, all’epoca, di un giornalino: Rimini7. Nel campo sportivo di San Fortunato, per esempio, venivano fatte convergere diverse attività di volontariato o di aggregazione, come quella per promuovere una raccolta fondi per l’ospedale africano di Mutoko, in Zimbabwe, della dottoressa Marilena Pesaresi. Dal 2000 questa attività comune si era poi affievolita, conservando però altri momenti di condivisione. La diminuzione del numero di abitanti del centro storico, e quindi dei fedeli e dei giovani per ogni singola parrocchia, spinse la Diocesi al cambiamento: nel 1991, dietro impulso dell’allora Vescovo di Rimini, mons. Mariano De Nicolò, Santa Rita venne unita al Duomo, S. Agnese (oggi Chiesa di rito Ortodosso-Rumeno) a S. Agostino, Suffragio con S. Maria dei Servi e San Nicolò. Un ulteriore passo verso una collaborazione ancora più stretta, che diventò poi nuova articolazione giuridica. Nelle assemblee parrocchiali prima, quindi in un’unica assemblea interparrocchiale avvenuta nel 2003 a San Nicolò, fino ad un’assemblea diocesana sempre nel medesimo anno, fra le varie ipotesi al vaglio, la scelta cadde sulla “edificazione” di un’unica parrocchia a monte della ferrovia. 

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Nell’ottobre del 2003 prese così inizio la nuova parrocchia di Sant’Agostino, con sede principale nella chiesa una volta nota come dei Santi Giovanni Evangelista e Rocco, facente parte dell’antico complesso dei monaci Agostiniani (da cui il nome). La parrocchia dal punto di vista dello “spazio” è una piccola realtà, con un raggio che non supera il chilometro: essa insiste su un’area con tanti studenti, grazie alle aule del Campus di Rimini dell’Università di Bologna; e tanti immigrati, per lo più nordafricani, arabi, cinesi. Una sfida pastorale di accoglienza ed evangelizzazione: una complessità affascinante che convive pacificamente e mostra già importanti frutti. Da un biennio infatti la chiesa di San Nicolò, in zona Stazione FS, è affidata alla gestione della Piccola Famiglia dell’Assunta di Montetauro di Coriano che ha lì creato un centro di aggregazione per la popolazione cinese cristiana, e non solo. 

Analizzando i dati demografici, i residenti del centro storico di Rimini, e quindi parrocchiani di Sant’Agostino, hanno un’età media piuttosto elevata; ma accanto a questo dato, ogni anno nascono in media 30 bambini. Grazie al supporto di un nutrito gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, sono attive diverse iniziative capaci di coinvolgere tanti adolescenti e giovani in gruppi che, con creatività, portano avanti iniziative spirituali, di gioco e condivisione anche in un tempo difficile come quello della pandemia. Nei locali di Sant’Agostino, ampliati grazie ad un recente restauro che ha restituito spazi importanti per il catechismo e non solo – tra cui il ‘vecchio’ cinema, oggi sala congressuale aperta alla città – la comunità ha trovato un punto di riferimento unico e vitale.

In questo 2021 sono due i sacerdoti attivi in parrocchia: don Vittorio Metalli, parroco dal 2013 e già assistente spirituale nel Seminario Vescovile di Rimini; don Dino Paesani, già parroco dal 2003 al 2013. La liturgia viene celebrata quotidianamente in Sant’Agostino e in Santa Maria dei Servi, la grande chiesa barocca che si trova sul Corso d’Augusto a pochi passi dal Ponte di Tiberio. 

La Parrocchia di S.Agostino  appartiene alla Diocesi di Rimini e fa parte della zona pastorale di Rimini Centro insieme alle parrocchie di S. Girolamo e Santa Maria Ausiliatrice conosciuto come Salesiani.