II Domenica di Pasqua

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

Tommaso passa dall’incredulità alla splendida
esclamazione: «Mio Signore e mio Dio!». Il suo
cammino di fede è salutare per tutti noi perché in esso anche noi incontriamo il Risorto che dichiara beati quelli che, pur senza averlo visto, sanno incontrarlo nella fede; fede che è sempre dono di Dio

Gesù si presenta in mezzo ai suoi discepoli con il saluto Pace a voi» e mostra le piaghe impresse nel suo corpo
glorificato (Vangelo). La pace del Risorto è dono che sovrabbonda di vita, riguarda tutta l’umanità e il cuore di ciascuno; egli infatti effonde lo Spirito Santo sui discepoli, conferendo loro il potere di perdonare i peccati. L’amore misericordioso – il sacramento della Riconciliazione – è la prima preoccupazione del Risorto e le piaghe del Crocifisso sono un effluvio di grazia per gli smarriti nella fede.

L’incontro con il Risorto è la gioia della comunità dei credenti; ed è la ragion d’essere della comunione di spirito e della condivisione dei beni che vige tra loro, cosicché la fraternità sincera rispecchi di fatto l’amore di Dio. La fede si fa stile di vita e di azione (I Lettura). Su questo insiste anche l’apostolo Giovanni (II Lettura). «Mio Signore e mio Dio!». Nella solenne professione di fede di Tommaso, la Chiesa ritrova se stessa e celebra con stupore la presenza del Risorto, chiedendo la grazia di «comprendere l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti» (Colletta)

don Giuliano Saredi, ssp

Data

Apr 11 2021
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Ora

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Ora locale

  • Fuso orario: America/New_York
  • Data: Apr 11 2021
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